Anno 2002 - Previsioni e statistiche del traffico crocieristico nei porti italiani presentate da Sergio Senesi, Presidente della Cemar


Secondo i pronostici, il 2001 avrebbe dovuto essere l'anno del record, della rivincita, una sorta di effetto boomerang post 1999 (guerra Balcani) e 2000 (flop Giubileo) ma gli avvenimenti dell'11 settembre hanno naturalmente alterato gli equilibri mondiali.
Il primo dato importante é stato il superamento della barriera dei 3.000.000 di passeggeri movimentati nel territorio nazionale nonostante le vicende legate alla tragedia, con un incremento di quasi l'11% rispetto all'anno precedente (contro il 18% nel Mediterraneo); come dato di riferimento basti pensare che l'incremento percentuale rispetto al 1999/2000 é stato pari a 1,86%.

Sergio SenesiDopo l'11 Settembre il 2002 si presentava con un grande punto interrogativo.
Una serie di imprevisti aveva infatti cambiato radicalmente il mercato e conseguentemente la fisionomia del movimento crocieristico nei porti del Mediterraneo; un ulteriore scossone é stato dato dall'uscita di scena della Renaissance Cruises e della American Classic ma anche dalla decisione di alcune Compagnie di fermare delle navi, data l'incertezza del momento.

Le conseguenze di tali mutamenti sono state fondamentalmente due.
- Lo spostamento del "baricentro" crocieristico del Mediterraneo verso occidente a vantaggio di tutti i porti del Tirreno e a discapito dei porti del Mediterraneo Orientale. Barcellona e Palma faranno la parte del leone; in Italia Civitavecchia, Livorno, Napoli, Palermo e Genova riusciranno a mantenere se non ad aumentare il traffico dei crocieristi rispetto allo scorso anno mentre verranno penalizzati Istanbul, Cipro, Pireo ma anche i porti dell'Adriatico, Venezia in testa.
- La preferenza verso itinerari a corto raggio, sia da parte degli Americani che degli Europei.

Le previsioni per il 2002 indicano in generale un considerevole aumento di crocieristi movimentati sul territorio italiano (oltre 3.250.000 previsti, pari a + 8,3% rispetto al 2001) ed anche un numero maggiore di "toccate nave" (3.100 +4%).

Analizzando nei dettagli gli effetti del movimento verso occidente del settore crocieristico; si nota come Venezia sia il porto italiano che maggiormente subisce questo "spostamento"; c'é comunque da considerare un aspetto positivo nuovo per il porto della città lagunare: ormai é da qualche tempo in costante crescita il mercato delle crociere fluviali, con la rotta Venezia-Cremona e la navigazione del fiume Po. Dallo scorso anno sono infatti 4 le navi che offrono questa possibilità durante tutto il periodo primavera-estate, soprattutto a crocieristi europei (svizzeri, tedeschi, austriaci, francesi). Le navi sono seguite dall'agenzia Tositti & Patners di Venezia, e non sono state conteggiate nelle statistiche.

Quasi tutte le grandi compagnie americane hanno ridimensionato la loro presenza nel Mediterraneo, privilegiando mete quali i Caraibi, l'Alaska, il Golfo del Messico, le Hawaii ed anche il Nord Europa. Rimangono nel nostro mare: la Princess Cruises, con la Golden Princess (32 scali nei porti italiani), una delle poche che ha mantenuto Venezia negli itinerari cancellando però il mar Egeo; la Royal Caribbean con una sola nave, la Splendour of the Seas, che però utilizzerà i porti spagnoli come "Home Port"; la controllata Celebrity Cruises sarà presente solo con la nuova Constellation (20 scali), la Holland America Line (controllata da Carnival) sarà presente con la Noordam (31 scali) e la Norwegian Cruise Line solo con la Norwegian Dream (5 scali).

Riconfermano invece i programmi originali, se pur con leggere modifiche la Orient Line (controllata da NCL) che conferma la Marco Polo (15 scali) e la Crown Odyssey (67 scali); la Star Clippers con la sua ammiraglia a cinque vele quadre, la Royal Clipper, che transita in vari porti del Tirreno; la Star Flayer che lascia le isole greche per un nuovo itinerario quasi tutto italiano con partenza da Civitavecchia, l'Airtours con la Carousel e la Sunbird, la Thomson con la Topaz e L'Emerald. Anche la Seabourn e la Windstar Cruises (controllate da Carnival) la Radisson Seven Seas, e la Silversea riconfermano la presenza delle loro unità.
Tra le novità notiamo la Island Escape, con la bandiera della First Choice (58 scali) la Royal Olimpic Cruise (165 scali) con la Triton e l'Odysseus in partenza settimanale da Genova e la nuova Olympia Explorer da Venezia.
Festival Crociere (390 scali) posizionerà la nuova European Star e la Mistral su Genova mentre la European Vision e l'Azur salperanno da Venezia, la Costa Crociere (440 scali) con la Costa Victoria e la Costa Tropicale da Savona, la Costa Atlantica e la Classica da Venezia e la "nuova" Costa Europa e la Costa Romantica da Genova.

Sempre vivo é quindi l'interesse dimostrato per le destinazioni italiane: nel 2002 ai primi posti come numero di scali si riconfermano i porti leader, però sono previste alcune variazioni riguardo al movimento dei passeggeri.
Venezia avrà un decremento superiore al 18% che la porterà a circa 490.000 croceristi movimentati; Civitavecchia, attuale primo porto italiano sia per numero di approdi che passeggeri, nel 2002 avrà un lieve aumento pari a circa il 2% (535.000 pax) ma si vedrà superare da Genova (solo nel numero di passeggeri) che conferma il trend positivo dovuto al connubio tra migliorie tecniche in ambito portuale e promozione della città come destinazione. Le previsioni indicano oltre 600.000 presenze nel capoluogo Ligure e la conferma della città quale leader del settore crocieristico in Italia. Manterranno le rispettive posizioni Napoli, Bari, Palermo, Sorrento, mentre aumenteranno Livorno (+5%) Messina (+24%), Savona (+28%) e Cagliari e Portoferraio.
Tra i porti più turistici si segnalano il forte incremento di Portofino (55.000 pax +39%), Giardini Naxos (28.000 +60%) e Lipari (20.000).
In controtendenza Portovenere e Catania.

Una nota particolare per quello che é stato considerato da molti una novità: la Crociera dei Single, evento cult dell'estate 2001, ripresa dalle reti Mediaset e Rai, da decine di testate giornalistiche (perfino l' Herald Tribune ed il Times). Sette minicrociere in sei mesi, una lunga programmazione per il 2002, un successo inaspettato ma che senza dubbio contribuisce ad aiutare il mercato. E' interessante rilevare che oltre il 90% dei partecipanti alla "singolare" crociera erano come si dice in gergo "first time cruisers", un modo quindi per avvicinare una nuova tipologia di utenti al mercato crocieristico.

E' come al solito importante ribadire che queste sono solamente le primissime proiezioni relative al 2002. Attualmente i dati elaborati riguardano circa il 95% delle compagnie che operano nel Mediterraneo, ma mai come quest'anno ci sono state tante variazioni di itinerario.


(Fonte: CEMAR)